Mac o PC… PC o Mac… o entrambi?

Quante volte ci è capitato di sentire discorsi del tipo “Per fare grafica è meglio utilizzare un Mac, Windows va bene per i lavori di ufficio, ma non per i fotografi”.

Erano convinzioni, anche abbastanza corrette, del mondo informatico di oltre vent’anni fa.
Che si parli di macchine fotografiche (Canon vs Nikon), di auto (BMW vs Mercedes), di politica (Destra vs Sinistra) o di computer (Mac vs PC), ci sarà sempre chi preferirà una cosa rispetto ad un’altra. E la sua scelta sarà sempre la migliore. Ovviamente per chi l’ha fatta.

Le maggiori software house, Adobe in primis, sviluppano i loro programmi per entrambe le piattaforme ormai da molti anni. Dal momento che è lo specifico programma che risponde alle esigenze dell’utente, e non il solo sistema operativo, è pacifico che la scelta di un computer rispetto ad un altro è solo una questione soggettiva e poco ha a che vedere con le reali prestazioni della macchina.
Se io lavoro con Photoshop, posso farlo indifferentemente su Windows o su macOS. I risultati e l’operatività sono identici. Tuttavia potrei scegliere di acquistare un iMac perché più “bello” rispetto ad un anonimo e squadrato PC. Viceversa, potrei scegliere un anonimo tower perché più economico o più espandibile. In ogni caso, qualunque fosse la mia scelta, potrei usare Photoshop con la medesima produttività, senza rimorsi per aver sbagliato acquisto.

Verso la fine dello scorso anno, Microsoft ha presentato un nuovo computer – basato su Windows 10 – che ha tutte le carte in regola per rivaleggiare con i Mac di punta. Prestazioni, design, avveniristiche soluzioni hardware di input e gestione. Si tratta del Microsoft Surface Studio che promette bene, ma – probabilmente a causa del prezzo non proprio abbordabile – non è ancora riuscito a crearsi una propria nicchia di utenti.

Resta il fatto che il Mac, pur avendo una diffusione sul mercato molto minore rispetto al “mondo Windows”, continua ad avere il suo fascino e ad essere percepito come strumento di lavoro per grafici e fotografi, almeno nell’immaginario collettivo.

Però negli ultimi anni c’è stato un importante cambiamento nel “mondo Mac”: Apple continua a progettare sistemi chiusi, basati però su hardware disponibile anche per PC. Ovviamente il firmware dei dispositivi (schede video e mainboard) per Mac è opportunamente modificato per interagire col sistema operativo Apple, ma sotto sotto l’architettura è la stessa.
Questa situazione ha offerto la possibilità agli appassionati di informatica ed elettronica, di sperimentare soluzioni impensabili fino a solo pochi anni fa. Hanno cominciato quindi ad apparire alcuni PC con installato macOS. Sia chiaro: non è una procedura semplicissima e – per funzionare perfettamente – il PC deve avere determinate caratteristiche. E anche se i sistemi operativi come Sierra o Yosemite sono scaricabili gratuitamente dall’Apple Store, non sono certo che l’installazione di questi su un computer non Mac sia del tutto legale.

In ogni caso, sempre più spesso si possono trovare venditori – specialmente su Ebay – che offrono PC appositamente assemblati e configurati per farci girare macOS. E’ stato pure coniato un termine per definirli: Hackintosh.
Da parte mia, essendo da anni appassionato di informatica, ho voluto configurare il mio PC così da poter usare indifferentemente Windows o macOS. Anche per accertarmi se vi sono obiettive differenze e vantaggi ad usare un sistema o l’altro. Per mostrare il funzionamento anche a chi non mi conosce o non può venire a trovarmi in studio, ho ripreso i due monitor da 24″ che equipaggiano il mio PC, avviando prima Windows e poi macOS Sierra ed eseguendo alcuni programmi (gli stessi, quando possibile) in modo di limitare il più possibile le eventuali differenze.

Io non voglio far cambiare idea a nessuno. Se preferisci un Mac, qualsiasi siano le tue ragioni, comprati un Mac. Lo stesso dicasi se invece preferisci un PC. Sappi comunque che, a parità di hardware, i programmi rendono quasi nello stesso modo su entrambi i sistemi. E’ da dire che Lightroom sembra leggermente più performante su macOS, mentre Premiere è un po’ più agile su Windows. Sono comunque differenze minime ed apprezzabili solo se si osservano con la volontà di trovare il pelo nell’uovo.
Ritengo invece una buona opportunità poter disporre di entrambi i sistemi operativi su uno stesso computer. E’ vero che, utilizzando programmi di virtualizzazione, si è sempre potuto fare. Tuttavia le virtual machine impongono delle limitazioni, spesso anche pesanti, sia nelle prestazioni, sia nella gestione dell’hardware. Cosa che non succede se si configura un PC in modo da ottenere un performante Hackintosh.